Mar Ligure · leggere i dati

Tre numeri, un mare da osservare.

Altezza, periodo e direzione aiutano a capire che cosa sta cambiando. Letti insieme, raccontano più di un numero preso da solo.

L’altezza è un riferimento, non tutta la storia.

L’altezza significativa, indicata come Hs, descrive in modo sintetico il moto ondoso. Nell’interpretazione classica corrisponde alla media del terzo di onde più alte: non è l’onda massima e non coincide con la media di tutte le onde. ARPAL · Onde e modelli meteo-marini.

Il periodo racconta il ritmo.

Il periodo si legge in secondi. Il periodo di picco, Tp, riguarda la componente più energetica del moto ondoso; il periodo medio, Tm, sintetizza l’insieme delle onde. Sono due letture diverse: quando Ceonda passa dall’una all’altra, cambia anche l’etichetta accanto al numero. NOAA / NDBC · Altezza significativa e periodi delle onde.

La direzione dice da dove arriva.

Una direzione di 135° indica onde da sud-est; 225° indica onde da sud-ovest. La convenzione descrive la provenienza, non la destinazione. La direzione dell’onda non basta a ricavare il vento che soffia in quel momento sulla spiaggia. NOAA / NDBC · Grandezze misurate e unità.

Il mare può continuare a muoversi.

Le onde rispondono all’azione del vento, alla sua durata e allo spazio di mare su cui agisce. Il movimento può restare anche quando il vento si attenua: è il contesto della scaduta. Per questo conviene leggere insieme l’andamento delle misure e ciò che accade in costa. ARPAL · Onde e modelli meteo-marini.

Un segnale per tornare a guardare.

Ceonda affianca le misure al largo a un’indicazione sperimentale del movimento osservato lungo la costa. Il risultato mostra quando il segnale è leggibile, quanto è recente e con quale confidenza viene restituito. Non attribuisce alla singola spiaggia l’altezza misurata da una boa.

Come riconosciamo le fasi di una mareggiata.

È il metodo operativo del catalogo Ceonda, applicato separatamente alle misure di ogni boa: non una classificazione ufficiale degli enti che forniscono i dati. Colleghiamo le letture con altezza almeno pari a 0,50 m quando distano non più di 6 ore. Le fasi descrivono questa sequenza osservata, senza ricostruire le misure mancanti.

Preferiamo Hs esplicita. Nello storico, il valore medio di La Spezia può rappresentare Hs; quello di Capo Mele è invece H media e resta distinto. I tempi delle fasi possono differire da una boa all’altra.

Perché Mar Ligure, Levante o Ponente.

Il nome geografico dipende dalle boe che contribuiscono alla ricostruzione dell’episodio: Ponente quando è presente soltanto Capo Mele, Levante quando è presente soltanto La Spezia, Liguria centrale quando è presente soltanto Sturla. Con almeno due boe il catalogo usa Mar Ligure.

Il catalogo collega gli episodi delle boe quando si sovrappongono o sono separati da non più di 12 ore. Si tratta di una conferma nelle stazioni disponibili: «Mar Ligure» non significa che tutta la costa abbia avuto le stesse condizioni, e una sola boa non esclude onde altrove.

La data nel titolo è quella del picco catalogato. La sigla SW, SE o un’altra direzione indica da dove arrivavano le onde al picco; «a direzione variabile» descrive invece la presenza di settori diversi nel corso dell’episodio. Le due indicazioni possono quindi convivere.

Crescita.

Va dalla prima lettura attiva del gruppo all’inizio del plateau. È la parte iniziale dell’episodio: può contenere oscillazioni e cali temporanei, quindi non indica una salita continua.

La chiamiamo «dalla calma» se, tra le ultime quattro letture nelle 24 ore precedenti, troviamo due letture consecutive sotto 0,35 m, distanti al massimo 6 ore. Altrimenti l’origine è «da stato incerto»: non abbiamo conferma della calma precedente.

Picco.

È l’istante in cui l’indicatore H² × T è maggiore nel gruppo di letture attive della boa: H è l’altezza disponibile e T il periodo di picco, oppure il periodo medio se il primo manca. Se mancano entrambi, il calcolo usa il solo H². A parità di valore resta la prima lettura.

È un indicatore per ordinare le osservazioni, non una misura diretta dell’energia. Il picco catalogato può quindi differire dal massimo della sola altezza. «Hs al picco» è l’altezza significativa a quell’istante, quando disponibile.

Plateau.

Partendo dal picco, estendiamo l’intervallo nelle due direzioni finché le letture attive adiacenti restano almeno al 90% dell’altezza misurata al picco, con distanze non superiori a 6 ore. Per esempio, con 2 m al picco la soglia è 1,8 m.

È un tratto sostenuto intorno al picco, non necessariamente piatto. La continuità riguarda le letture attive selezionate: non garantisce che il mare sia rimasto sopra soglia in ogni istante. Se inizio e fine coincidono, abbiamo una sola osservazione e non una durata di plateau dimostrata.

Decrescita.

Va dalla fine del plateau al ritorno alla calma confermato: due letture consecutive sotto 0,35 m, distanti al massimo 6 ore, cercate nelle 36 ore dopo l’ultima lettura attiva del gruppo. Il termine è l’orario della seconda lettura.

Se la calma non è confermata, la fase termina all’ultima lettura attiva del gruppo: «ancora attiva» indica ulteriori letture di almeno 0,50 m nella finestra successiva; «verso stato incerto» indica che i dati non bastano a stabilire l’esito. Anche la decrescita può contenere riprese temporanee.

Misure e interpretazione.

Fonte delle definizioni: metodo del catalogo multiboa Ceonda. Le misure provengono da ARPAL, ISPRA e MeteOcean UniGe, con i riferimenti qui sotto. Le fasi riguardano il mare al largo; le immagini costiere sono un confronto distinto. Nella tabella, altezza massima e periodo medio sono riepiloghi delle letture comprese nella fase.

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Fonti e lettura del dato.

Fonti delle misure: ARPAL · boa di Capo Mele e ISPRA · Rete Ondametrica Nazionale, La Spezia; MeteOcean UniGe · boa di Sturla. Le sintesi e le ricostruzioni sono elaborate da Ceonda; non sono bollettini degli enti citati.

Le misure possono arrivare in ritardo o essere riviste dagli enti che le producono. Il segnale costiero di Ceonda è un’elaborazione distinta. L’assenza di una lettura non indica mare piatto.

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Le condizioni e la sicurezza vanno sempre valutate sul posto.

Quando il mare cambia.

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